Fibre di amianto: un killer silenzioso

In un centimetro quadrato possono coesistere 335.000 fibre di amianto. In un centimetro quadrato possono coesistere solo 250 capelli.

Questo paragone restituisce la misura di quanto le fibre di amianto siano piccole, piccolissime, lunghe tra i 3 e i 20 micron e larghe circa 0,01 micron. Proprio questa proprietà ha determinato parte del successo di questo materiale. Tanto piccolo da prestarsi a qualsiasi funzione, dal tessile all’accoppiata con il cemento. Tanto resistente alle temperature, al fuoco e all’acqua da diventare gettonato in ogni contesto, soprattutto sui luoghi di lavoro e sulle navi.

Fibre piccole e mortali

La piccolezza della fibra di amianto è anche la causa della sua pericolosità. Subdolamente, le particelle si sprigionano nell’aria e si infilano nei vestiti, vengono respirate dagli uomini e finiscono nei polmoni.

Nei polmoni restano imprigionati a lungo, infiammandoli e dando origine a tumori polmonari, mesotelioma e malattie asbesto correlate.

Il tempo della giustizia

Le malattie che si scatenano a causa dell’amianto sono troppo spesso incurabili. In Italia l’utilizzo è ormai illegale dal 1992, quando con la Legge n. 257 è stato sancito il divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione. In altri Stati, come negli Stati Uniti, non è mai stato reso illegale. 

È il momento della presa di coscienza, è il momento che i responsabili dell’utilizzo di un materiale mortale prima che venisse scongiurata la sua pericolosità, sia dichiarato colpevole dalla giustizia.

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